Il sostituto procuratore di una cittadina del Delta del Nilo viene strappato dal sonno nel cuore della notte per un caso di omicidio. La sola persona a conoscenza dei fatti è Rim, una bellissima contadina adolescente che ben presto scompare senza lasciare tracce. Per dodici giorni, il magistrato e la sua squadra di poliziotti corrotti e inefficienti, insieme allo strano vagabondo ispirato che li segue nelle loro indagini, si butteranno sul caso con insolito zelo, nella speranza di ritrovare quell’immagine di bellezza.
In questa cornice poliziesca prende vita il ritratto comico e crudele di una società provinciale rigidamente divisa fra i rappresentanti delle istituzioni, i piccoli poteri locali, e i contadini stretti fra una miseria sempre uguale e l’imperscrutabile macchina repressiva dello stato moderno. Il sostituto procuratore registra nel suo diario le miserie del potere e le assurdità del sistema giudiziario, ma resta al tempo stesso il fedele strumento di una burocrazia che ubbidisce soltanto alle proprie leggi. Il risultato di questo precario equilibrio tra indignazione e realismo è una implacabile ironia, che fa del magistrato-narratore un personaggio indimenticabile. Uscito nel 1937, questo romanzo è uno straordinario documento di critica sociale, nato dalla diretta esperienza professionale dell’autore come sostituto procuratore nella campagna egiziana. È però soprattutto un classico della letteratura araba moderna che a distanza di tempo non ha perso nulla della sua freschezza.
A cura di Samuela Pagani










