Ognuno è catturato nel ritratto dell’altro, in un dialogo a distanza in cui si mescolano amore per l’arte, ammirazione, passione. Dopo una limpida analisi della specificità dell’arte messicana, il testo di Rivera cede al fascino di diamante della pittura di Frida, alla sua “profondità abissale”, alla sua “altezza vertiginosa”, cui dedica pagine di eccezionale intensità. Dal canto suo, fin dalle prime righe Frida precipita con forza nel ritratto di Diego, come fosse una tela: “Lo dipingerò con colori che non conosco: le parole”. Con singolare sottigliezza, lo guarda da tutti i punti di vista e ce lo restituisce vivo. Attraverso le parole di Frida, Diego “si solleva con sorprendente forza e, come nessun’altra pianta, fiorisce e dà frutti”.
A cura di Maria Cristina Secci
con un testo di Patrizia Cavalli











