Agostino, Balzac, Freud, Pitagora, Teresa D’Avila, Voltaire, Zenone…: che cos’hanno in comune questi personaggi? E c’è qualcuno che li conosca tutti cosí bene da raccontarne le vite e le opere in modo insieme sintetico e particolareggiato?
Non è verosimile, eppure Silvia Ronchey disegna i ritratti di 65 uomini e donne illustri come se avesse conosciuto intimamente ciascuno di loro e ora ci rendesse partecipi delle sue amicizie. Apuleio, coi “capelli lunghi, spioventi sulla fronte a bella posta”; Catullo “cosí giovane, cosí provinciale, cosí studioso”; Flaubert, con la sua vestaglia scarlatta, le sue reliquie, il suo divano alla turca su cui fuma meditando la pipa; Ildegarda di Bingen, che a quarantadue anni e sette mesi vede una luce di fuoco proveniente dal cielo, che pervade il suo petto come una fiamma; Jaufré Rudel, che partito per la Terra Santa vi muore piú volte. Sono vere queste vite? Sono piú che vere: come il guscio di una tartaruga non aderisce al corpo, ma lo ricopre e lo illustra, cosí queste vite rivestono l’esistenza senza combaciare veramente, ma la proteggono e la adornano, restituendole la sua marmorea freschezza. 65 incantevoli ritratti che nascondono un segreto, rivelato in fondo al libro. Cosí che ognuno di loro potrà leggersi come un bellissimo racconto, un sapiente profilo o una sfida al lettore.
Il guscio della tartaruga
Silvia Ronchey
978-88-7452-194-4
pagine: 248
14 x 20 cm - brossura filo refe
prezzo: 15,50
Aprile 2009
3 Commenti »
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Sono arrivato a Fitzgerald.
Trovo la sua scelta di sintesi estremamente piacevole, utile, divertente, umana e musicale. forte, in altri termini.
Mi aiutera’ senzaltro a scegliere meglio chi e/o cosa leggere in futuro. Grazie.
[...] Il guscio della tartaruga, di Silvia Ronchey. Perché promette piccole ma veridiche biografie di 65 personaggi illustri. O meglio: autobiografie per interposta persona. Ritratti dipinti da se stessi. Da Agostino raccontato con le parole delle Confessioni, a Francis Scott Fitzgerald ammalato di «febbre delle frasi», disperato nei giorni in cui non riusciva a buttar giù neppure una parola, ma ancor più in quelli in cui si domandava «se scrivere vale la pena». Al lettore curioso viene chiesto di mettersi alla prova per saperne di più… [...]
Complimenti a Silvia !cosi giovane e sorridente e così dotta. Mi è piaciuto il…”novum libellum arida modo pumice expolitum”. Non c’è la dedica a Cornelio pure lui autore di vite…E la più bella è quella di Catullo, l’unica di 6 pagine. E’ stata la prima , è vemuta bene ,ha deciso di proseguire con gli altri profili? E’ anche la meno formulare. Se non si è esperti di agiografia o non si ascolta l’intervista, come ho fatto solo ora, la ripetizione formulare “secondo…” può stupire. Grazie, con molta stima e simpatia
Maria Pia Ricciardi