Per tutta la vita gli innumerevoli amici di Silvana Mauri l’hanno rimproverata per non aver scritto. Ma la verità è che Silvana, che è stata per tutta la sua vita una straordinaria narratrice orale, ha anche scritto. Rodolfo Montuoro ci rivela in questa raccolta esemplare una scrittrice che non ha mai voluto esserlo, che non ha mai voluto affidarsi alla permanenza della scrittura, che ha sempre pensato di scrivere sulla sabbia. Questo libro non è solo il ritratto emozionante di una scrittrice involontaria, ma è il ritratto di un mondo, anzi di piú mondi, guardati sempre con intelligenza e amore. Nel 1943 l’editore Bompiani la chiama a lavorare con sé e la costringe a tenere un diario: passa cosí davanti ai nostri occhi l’esperienza della guerra vista dalle stanze di una casa editrice, le fughe di Vittorini, gli andirivieni di Antonio Banfi, i corpi fucilati per la strada, il 25 aprile vissuto ora per ora prima di rivelarsi come il giorno della liberazione, e, nell’ufficio dell’editore, la nascita del Piccolo Teatro di Milano. E poi, nel corso degli anni, ricordi, lettere, sogni, ritratti e conversazioni, la vicenda d’amore con Ottiero Ottieri, suo marito, l’arrivo in casa editrice di ragazzi promettenti come Umberto Eco, Mario Spagnol o Eric Linder, l’amicizia con Camilla Cederna, Franca Valeri, Ernesto Rogers, la collaborazione con Alvaro, Zavattini, Cathy Berberian, e il rimpianto struggente per il grande amico Pier Paolo Pasolini. Una scrittura che dà l’emozione della voce viva, una voce che ha il palpito della grande scrittura.
A cura di Rodolfo Montuoro










